Egregio Signor Presidente della
Repubblica,
mi permetto di essere l'ennesimo
ragazzo che prova a scriverle qualcosa, il proprio punto di vista.
Vorrei premetterle un paio di cose: la
prima è che scriverò dandole del Lei rispettando così la carica
che dovrebbe ricoprire, e non se la prenda se le dico che come
uomo,come italiano si meriterebbe del tu, anzi, essendo io un ragazzo
romano non la chiamerei neanche Giorgio,ma semplicemente Ao'.
La seconda cosa che voglio premetterle
è che non ho la presunzione di sapere come funzionano le cose in
politica,le parlo con gli occhi puri e sinceri di un italiano forse
un po' troppo arrabbiato.
Tutti sappiamo che stiamo attraversando
un momento difficile, dove le persone, per citare una canzone,
pensano davvero che sia più facile morire; qui non si parla più di
soldi, di sconforto, si parla di dignità di un popolo che da troppo
tempo non riceve le attenzioni che merita dai dirigenti del proprio
paese. Si parla di ragazzi che vedono al futuro con paura, che non
possono andare a vivere da soli,pagandosi contemporaneamente
l'Università e per questo vengono chiamati bamboccioni.
Si parla di banche che con i loro
prestiti ti mettono in condizione di vivere trenta anni con una ascia
che penzola sul proprio collo.
Sono discorsi che sicuramente lei avrà
sentito un'infinità di volte,ma lei dall'alto del suo potere, della
sua buona condizione economica, si è mai chiesto come vive il popolo
italiano? Lei è praticamente uno sconosciuto tra il popolo italiano,
anche coloro che hanno studiato iniziano ad avere dei dubbi tra la
differenza di potere del Presidente e del Primo Ministro, non è
ridicolo?
Sono anni che viviamo in mezzo agli
scandali, anni che siamo derisi dal resto dell'Europa e del Mondo. Ma
lei questo non lo vede o non lo vuole vedere. Lei quando va in
vacanza ha il rispetto di tutti per la sua carica, non ha mai provato
l' “ebrezza” di dare dei documenti in aeroporto e sentirsi dire “
Italiano? Berlusconi? Belle ragazze!” non è una bella associazione
Signor Presidente.
E la cosa che mi fa incazzare, mi passi
il termine, è che l'Italia è il paese più bello del mondo e
noi,anzi voi, non sapete sfruttare questa cosa. Abbiamo Roma, Signor
Presidente, abbiamo avuto l'Impero Romano che ha portato la civiltà
a coloro che adesso ci deridono. Abbiamo avuto il Rinascimento Signor
Presidente, perdio! Abbiamo Firenze! Abbiamo avuto Leonardo da Vinci,
Raffaello, Tiziano, Botticelli, Bernini, Bramante, Michelangelo,
Caravaggio, Leopardi, Manzoni, Petrarca, Dante, Trilussa, Belli, la
Merini, la Fallaci. Abbiamo avuto scienziati come Fermi. Abbiamo
astrofisici come la Hack. E mi dispiace dover fare soltanto
pochissimi nomi. Ogni anno se ne vanno dall'Italia menti brillanti
che trovano posti d'oro altrove,mandando avanti la tecnologia in
altri paesi, quegli scienziati italiani che hanno lavorato alla bomba
atomica, un crimine certo,ma a livello di fisica una vera e propria
bomba, scusi il gioco di parole. Cervelli che se ne vanno e
arricchiscono e fanno sviluppare altri paesi! E le voglio ricordare
che è sempre l'Italia colei che ha abolito la pena di morte, che
mangiava con le forchette mentre nel resto d'Europa, per non parlare
della tanto amata America, mangiavano ancora con le mani. Abbiamo
avuto Giordano Bruno e Galileo Galilei, me l'hanno quasi ammazzato
quel povero vecchio. Me l'hanno crocefisso,metaforicamente parlando,
come quel Cristo che sta sulla bocca di tutti e nel cuore di pochi.
Non sono credente Signor Presidente,ma quel Cristo rivoluzionario lo
ammiro,perché come lui ce ne sono stati pochi.
Siamo Il Paese,siamo la Cultura!
Abbiamo tutto Signor Presidente,ma è proprio questo che ci frega.
Abbiamo una cultura di duemila e passa anni e siamo stati superati da
paesi che hanno appena seicento anni. Perché? Perché siamo un
popolo tradizionalista, non riusciamo a buttare giù parecchi schemi.
Siamo un popolo ormai abituato a ricevere tutto in bocca. Siamo un
popolo suddito della Chiesa Signor Presidente, e non mi metterò a
discutere con lei di quello che ha fatto questo enorme crimine
legalizzato. Quanto patrimonio ha la Chiesa Signor Presidente? E' uno
stato a parte,ma in territorio Italiano, geograficamente parlando,
perché non aiuta? Perché lei non ha il coraggio di alzare la voce
contro quell'omino vestito di bianco e con le scarpe di Prada che
predica la fame affacciandosi da un balcone con così tanto oro che
se c'è il sole i fedeli credono di essere dinnanzi ad una
apparizione? Come è possibile Signor Presidente che in Africa ci
siano ancora bambini che muoiono di fame? Mi scusi,mi sto
allontanando dalla nostra Italia, perché è anche il suo paese vero?
Non mi capacito di come voi politici
avete il coraggio di chiedere ancora dei sacrifici al popolo, Signor
Presidente “non c'avemo più 'na lira!”. Perché non chiedete una
mano a chi può darvela senza problemi?
Signor Presidente lei dovrebbe essere
la carica più alta dello Stato, dovrebbe essere l'Italia
personificata! Dovrebbe prendere a calci in culo quei porci che
mangiano alle nostre spalle, o devo credere che anche lei lo fa?
Perchè per uno/due anni non vi dimezzate lo stipendio? Signor
Presidente voi prendete quei soldi perché è il popolo che vi ha
scelto, se ancora credete che l'Italia sia un paese democratico.
Perché non ci aiutate? Perchè non chiedete alle società di calcio
di dimezzare per una stagione lo stipendio ai giocatori per salvare
l'Italia? Signor Presidente se un calciatore, invece di prendere, per
esempio, dieci milioni di euro, ne prendesse cinque, pensa che si
punterebbe una pistola alla tempia? O si impiccherebbe? O si
butterebbe di sotto dal piano più alto della sua villa? Oppure si
ucciderebbe col gas aprendo i fornelli della sua preziosa cucina? Io
non penso Signor Presidente. Non sono anche loro Italiani? Non sono
Italiani coloro che non pagano le tasse,ma posseggono ville e
macchinoni? Non sono loro che dovrebbe sacrificarsi per il proprio
paese?
Ci guardi, guardi come siamo ridotti.
Un popolo dilaniato, che PROVA ad essere unito soltanto quando
succedono disgrazie come quelle de L'Aquila o dell'Emilia. Che prova
si,perché a distanza di giorni tutti saranno di nuovo alle prese con
i propri problemi e le proprie noncuranze.
Può fare qualcosa lei Signor
Presidente o dobbiamo portare il popolo ai limiti della civiltà?
Dobbiamo portare il popolo della cultura a diventare come la Libia?
Ma no, lei lo sa che questo non può succedere perché siamo un
branco di pecoroni che si limita a parole proprio come questa lettera
che sicuramente non verrà neanche letta, ma la speranza, come si
dice, è l'ultima a morire.
Dobbiamo provocarci anche noi un 11
Settembre? Dobbiamo farci crollare il Duomo o il Colosseo? Non lo so
Signor Presidente, so solo che non potete chiederci oltre e che lei
deve muoversi per il popolo. Perché le parole sono belle è vero, ma
non aiutano più. Siamo nel 2012 e mio nonno di quasi 90 anni non
vede tante differenze tra adesso e l'era del fascismo. Si Signor
Presidente, siamo anche il popolo che ha avuto Mussolini.
Avrei ancora tanto da scrivere Signor
Presidente,ma voglio finirla qui. Spero soltanto che nascerà un uomo
come Alekos Panagulis che pur di dare dignità e libertà al proprio
paese mise nelle mani del nemico la sua vita. Certo, quella era
tirannia, ma qual'è la differenza? Il nome? La condizione del popolo
è la medesima.
Signor Presidente, i soldi si possono
risparmiare, è solo che voi non volete risparmiare. Auto blu su auto
blu,quando in altri paesi i politici se ne vanno in giro con le
biciclette o con la metro. Armamenti e armi che vengono pagati con
quei soldi che non ci dovrebbero essere, rimanendo a quello che ci
dite. Milioni per una parata! Milioni per il Papa che ci fa la grazia
di visitare un altro paese. Signor Presidente, lo paghiamo pure? Ma
non dovrebbe andare in giro scalzo?
Mi permetta di dire che deve aprire gli
occhi per il bene del Paese,se non vuole creare e far nascere tanti
Alekos.
Ci faccia sventolare il tricolore
perdio!
Alek5

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